Matteo Nannini: dopo la vittoria in Ungheria, il pilota si racconta

Come è nata la sua passione per i motori, e i consigli di zio Alessandro

La carriera da pilota Matteo Nannini, nonostante la sua giovane età è già molto ricca e promettente. La sua passione per i motori è sbocciata ad una fiera. Da li, le vittorie nei kart, un campionato 2019 di F4 Emirati Arabi in bacheca, ed il salto in F2 e F3, tanto che oggi è l’ unico pilota a scendere in pista in tutte e due le categorie nella stessa stagione: 15 appuntamenti per 45 gare. Mica male per un pilota di appena 18 anni. Non ha ancora la patente ma guida già vetture con più di 600 Cv. Dopo la prima storica vittoria in gara-1 in Ungheria, ha deciso di raccontarsi.

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Dopo incidenti e sfortune, la vittoria.

Finalmente la vittoria è arrivata. Per Nannini, è il risultato che si aspettava dall’ inizio stagione, questa volta battendo sfortuna e incidenti e dimostrando di che pasta è fatto, al di la della vettura. Ora è al primo posto in Ungheria in F3, dove ha esordito nel 2020. Il suo obbiettivo iniziale era quello di vincere in campionato. I suoi risultati sono stati inizialmente altalenanti, con gare sfortunate dove a causa di un incidente si è trovato fuori dai punti. In Bahrain, è arrivato subito e senza aspettarselo nella top 10. Nannini è l’ unico tra gli Junior a disputare nella stessa stagione sia il campionato di F2 che quello di F3. Ha guidato su diversi circuiti. Quello che l’ ha sorpreso di più fin ora è Baku in F2. È stato per lui il primo circuito cittadino affrontato, dove è arrivato dopo essere stato chiamato all’ultimo.

I consigli di zio Alessandro, ex pilota. Ma il suo più grande sostenitore rimane papà Edgardo

Matteo Nannini, classe 2003 è nipote dell’ ex pilota Alessandro e della cantante Gianna Nannini. Loro sono i cugini di suo papà. È stato proprio lo zio a dargli consigli la prima volta che è andato in macchina, accompagnandolo anche al Mondiale di go-Kart in Bahrain nel 2016. Ogni volta che si trova su un circuito gli manda una foto o un messaggio in attesa di un suo suggerimento. Per via delle gare oggi hanno un rapporto più virtuale. Anche suo papà Edgardo, è stato un campione italiano con i kart e non lo lascia mai, accompagnandolo dalle gare ai test. Lui è nato in Argentina, e Matteo, dopo aver compiuto 18 anni ha deciso di prendere il doppio passaporto per avere l’opportunità di correre anche per le competizioni argentine.Ecco perchè ultimamente ha corso con la bandiera argentina su casco e tuta. Quando deve prendere una decisione, Matteo si rivolge sempre a suo padre. È proprio lui che gli ha suggerito che è meglio un secondo posto con i punti piuttosto che esagerare e finire fuori pista. A lui deve il merito di essere arrivato fin dove si trova oggi.

18 anni ed obbiettivi già chiari

L’ allenatore di Matteo l’ ha assomigliato a Leclerc, come stile di guida. Ma Nannini non vuole ispirarsi a nessuno, sebbene ammira Lewis Hamilton, per il fatto di mantenere sangue freddo anche nelle gare più dure. Il giovane pilota ha però le idee chiare: differenziarsi sotto qualsiasi aspetto e lasciare il segno del suo talento. Infatti, Il sogno di Matteo è sicuramente quello di arrivare in F1, ma vuole anche essere conosciuto. Infatti in tanti sono arrivati fino a quel punto ma poi sono stati dimenticati. Il suo obbiettivo è vincere un mondiale e sopratutto farsi notare per le sue capacità. Magari correndo con un team italiano, come la Ferrari. Nella speranza che la situazione cambi con la modifica dei regolamenti nel 2022, un altra idea sarebbe anche quella di entrare dentro alla Driver Academy di Maranello. Tanti obbiettivi e una visione già ben chiara, dunque, per un ragazzo di appena 18 anni, che non ha ancora la patente e si sente più a suo agio in pista.

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