Postazione Make-UpGraded! - Una doverosa premessa.


Finalmente vi mostro come ho riorganizzato nella nuova camera il mio angolino Beauty, prima di farlo però voglio fare due premesse: una riguardante le immagini, l'altra riguardante il contenuto delle stesse.
Ho deciso di dividere il post in due in modo da non appesantirlo troppo in termini di lunghezza, ma se dovessi pubblicarne uno solo pubblicherei questo primo brano perché lo trovo evidentemente necessario in un mondo che troppo spesso si fa abbindolare da chi grida più forte e dimentica di fermarsi a riflettere su se stesso, o peggio immagina che la riflessione sia pesante, noiosa ed inutile e che non sia legata in alcun modo al mondo frivolo e profumato di trucchi e belletti.


Prima di tutto vi anticipo che questi sono giorni uggiosi e le foto sono state scattate con il mio fedele Note 2, che ha davvero un ottimo occhio in piena luce, ma che ovviamente con illuminazioni scarse lascia un po' a desiderare. Poco male, perché questo articolo riguarderà l'organizzazione e non i prodotti, dunque l'importante è che si veda come sono stati riposti in categorie e divisi con accessori vari.

La seconda premessa, e a mio parere la più importante, riguarda proprio i prodotti che possiedo.
Spesso, durante i tanti anni di frequentazione web beauty tramite blog o canali youtube, mi sono imbattuta in meste e "doverose" premesse riguardanti i prodotti oggetto di organizzazione: giustificazioni ai piccoli grandi tesori della blogger o youtuber di turno, portate avanti con più o meno convinzione e spesso dirette ad un pubblico minorenne giudicato evidentemente incapace di intendere e volere (ciò che è "giusto" volere, perlomeno). 

Ora, il mio target è adulto e vaccinato, conosco le mie lettrici ed i miei lettori, ma se anche così non fosse da me non leggereste mai giustificazioni, specialmente ora che vengono lette non più come semplici chiarimenti, ma come adesioni a modelli educativi e morali considerati accettabili dalla maggioranza. Non leggerete mai, fra queste pagine, sensi di colpa per la quantità o qualità dei prodotti che ho e che uso, fatta eccezione per i casi in cui, molto di rado, sono costretta a cestinare qualcosa di scaduto prima di averlo terminato completamente.
Chi mi legge da tempo sa bene da dove viene ogni prodotto, semplicemente perché parlo di queste cose e, quando le recensisco, inserisco sempre una nota che ne chiarisce la provenienza a scopo di test.

Non sono i prodotti materiali il male, ma il modo in cui se ne fa uso e sfoggio ed educare i giovanissimi ad una spiegazione di tale fragilità intellettuale e superbia etica non può che far crescere in loro la necessità di rompere le strette reti di una moralità basata unicamente sul rancore per chi ha di più, per chi ha di meglio. 

Raramente rispondo alle polemiche, specie negli ultimi anni in cui ho preferito ritirarmi quasi totalmente al mio lavoro ed al mio progetto per via del caos che trovavo all'esterno, ma non posso non denunciare l'errore tremendo in cui incappa chi si fa scudo di fittizi lati educativi per giudicare moralmente chi è più benestante o chi, pur non essendolo, gestisce in modo più unilaterale le sue uscite. Ho sentito addirittura parlare di giovanissimi traviati da video di postazioni make-up che si siano dati al furto ed al ferimento famigliare. Io ho sempre pensato che si chiamassero semplicemente "delinquenti" e che le responsabilità, in questi casi, fossero molteplici all'interno della società e della famiglia e non che provenissero da chi fa video mostrando con gioia ciò che ama usare e come ha deciso di organizzarlo.

Insomma, per esprimere completamente il mio pensiero in merito, senza lasciarlo mozzo in balìa di chi sa ben giudicare, trovo vile e vigliacco il tentativo di strumentalizzazione di casi più unici che rari al fine di poter nascondere i propri problemi di accettazione della felicità altrui. Da educatrice ebbi modo di ripeterlo varie volte: ragazzi, ragazzini e bambini non sono stupidi, hanno solo un profondo bisogno di capire e il miglior modo per far capire qualcosa ad un ragazzo è con i propri gesti, non con le prediche, non con le polemiche, non con vuoti giudizi ed insulti. L'esempio è educativo. Ed è dimostrato che l'esempio possa essere anche distruttivo. 
Cosa pensate che possano leggere in quelle giustificazioni ragazzine e ragazzini non stupidi? Ci leggono quello che non si ha avuto il coraggio di dire loro sinceramente: il senso di colpa per quello si ha, la frustrazione per quello che non si possiede, una moralità irrazionale da seguire senza interrogarsi. 
Saranno dunque quelle strane giustificazioni morali a fermare quelli di loro che hanno intrapreso un percorso di delinquenza contro se stessi e contro le loro famiglie? Sarebbe ridicolo per me sostenerlo, io davvero non ci credo.

L'unica cosa che si ottiene in un giovane, che non ha ancora formata una propria personalità ed una buona percezione dell'io, con proclami di colpevolezza, violenza e strettissime moralità, è di appendergliele al collo come tanti sassi ed avvicinarlo al bordo. Alcuni si salvano, è vero, proprio perché non sono stupidi, ma altri, più fragili, crescono come adulti arrabbiati e frustrati che hanno smesso di riflettere sul perché delle regole e di farle proprie.

Sono dell'opinione che il trucco sia, a differenza dell'uscita alcolica serale o danzereccia considerata abituale per moltissimi individui, un modo per migliorare il rapporto con la propria fisicità, il proprio io creativo, un'altra via per capire come tutto questo venga percepito all'esterno e pian piano imparare ad accettarlo. 
Servono, dunque, montagne di cose per accettarsi? Ovviamente no.
Ma ognuno deve potersi prendere le misure e fermarsi, tornare indietro un pezzo, cambiare.
Questa, signore, è la vera moralità, quella in cui il diritto di essere soddisfatti di sé dopo tante ricerche sia un diritto primario e sacro e non possa e non debba incorrere in alcun animalesco bisogno altrui di giudicare l'altro nel vano ed irrazionale tentativo di ottenere qualcosa di meglio per sé.

Dunque vi dirò che la mia "collezione", organizzata come vedrete, non è una collezione destinata ad essere guardata o adorata dalla confezione esterna, ma ogni singolo oggetto che possiedo viene vissuto, scavato, usato ed è proprio per raggiungere questo fine che la mia organizzazione è come ve la mostrerò e che ci ho messo molto, molto tempo a trovare le modalità più adatte alle mie abitudini. 

(Continua...)

 

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