FATTORE S: inconvenienti vacanzieri e Terme Jean Varraud


Ciao ragazze/i,
se avete colto la citazione nel titolo di questo post, probabilmente significa che siete degli affezionati (come me) di Max Pezzali (click!).

 FATTORE S = LA SFIGA

Le sue canzoni hanno dipinto la nostra infanzia/pre-adolescenza, descrivendo con grande semplicità i sogni, gli amori e le speranze dei giovani di provincia.
Sono così intimamente legate a quel periodo della nostra vita, che penso che ognuno di noi si sia, almeno una volta, immedesimato cantando sotto la doccia oppure abbia dei fisiologici flashback ogni volta che la radio passa qualcosa di Pezzali :)
Siccome sono un'affezionata (chi mi conosce bene sa quali chicche ho nell'MP3) non potevo non prendere in prestito da Max il concetto di FATTORE S, per descrivere le condizioni meteorologiche e il susseguirsi degli eventi, che hanno accompagnato me e la dolce metà nella nostra mini-vacanza agognata da mesi =)

Ovviamente, il tono di questo post è assolutamente comico e scherzoso, anche perchè si sa che quando il FATTORE S incombe l'unico modo giusto per affrontarlo è riderci su :)
Poi, finché c'è l'amore, c'è tutto e poco importa degli inconvenienti vacanzieri... ma immaginate una (IO) appena laureata con una serie di sfighe e i capelli dritti in testa da anni per lo stress, e uno (LUI) che ha sopportato per anni una che si doveva laureare.
NOI non andiamo mai da nessuna parte, ma appena mettiamo i piedi fuori di casa per un weekend ne succede una dietro l'altra: non fa troppo ridere???

Premessa della premessa: le foto che vedrete in questo post sono state scattate da me (e si vede :D), ma per i luoghi in cui non avevo dietro la macchina fotografica ho scaricato delle immagini dalla rete, che sono indicate come tali in didascalia.
Premessa: prendete acqua, merenda, copertina e animale domestico (se lo avete) perché questo post sarà veramente lunghissimo!

Sperando di farvi fare una risata facendovi leggere le nostre sfighe, diamo inizio alle danze...

Tutto è iniziato quando ho ricevuto in regalo dai miei genitori un pacchetto Smartbox Emozione3 Charme di 3 giorni (2 notti, 2 cene e 2 colazioni comprese; click!) da trascorrere in una delle tantissime strutture convenzionate sparse in tutta Italia.
Per ottimizzare il tempo e non sprecare troppe ore nel viaggio, abbiamo optato per la regione Toscana, molto vicina a noi che abitiamo in Liguria.
Penso che tutti, dopo un periodo di stress, vogliano buttare il cellulare in un fiume, isolarsi su una collina, mangiare solo cose buone e fare tutto con tantissima calma; per soddisfare queste necessità assolutamente primarie (ma anche abbastanza primordiali), abbiamo scelto come struttura in cui soggiornare, un agriturismo, nello specifico L'Agriturismo Borgo Biaia (click!) a Camporgiano (LU) in Val Garfagnana.
La Val Garfagnana è molto simile, secondo me, alla Val d'Aveto ligure, come paesaggio: grandi strade immerse completamente in boschi di grandi castagni e querce, con piccoli e graziosi paesini nei quali la vita si svolge ancora in strada chiamandosi ad alta voce, come una volta.
Tutto ruota intorno alla piazza principale, vicino alla quale c'è sempre la chiesa, e al Bar Sport dove si radunano tutti gli uomini del paese: un classico...
La Val Garfagnana, però, conserva ancora praticamente intatto lo stile medievale e ha ospitato grandi famiglie, come gli Estensi, ed importanti letterati: i paesini tipici sono costruiti all'interno di una fortezza in pietra, le vie sono pavimentate con lastroni o sassi molto grandi ed irregolari e le scalinate sono estremamente ripide e mal messe, segno del fatto che, almeno lì, l'asfalto non è arrivato.
Per i paesi si gira a piedi, solo i residenti con permessi speciali possono guidare la macchina: ottima occasione per dimenticarsi, almeno temporaneamente, dei mezzi pubblici sporchi e dell'inquinamento atmosferico e acustico dovuto al traffico.
La mattina della partenza il tempo era coperto, ma appena imboccata l'autostrada...FATTORE S: una pioggia "grossa che ti ammacca e fine fine che ti bagna", inesorabile e costante, ci ha accompagnati per tutto il soggiorno per abbandonarci solo la mattina della partenza -.-'

Prima tappa: Barga

Barga è un piccolo paesino della Val Garfagnana davvero stupendo, vicino al quale viveva Giovanni Pascoli.

Scorci di vicoletti a Barga

Appena posteggiata la macchina fuori dalla fortezza, ho esordito: "Oh no, ho dimenticato l'ombrello...e tu, caro, ce l'hai?", e lui: "Io no, figurati!". Così, con la speranza nel cuore di trovare almeno un negozio aperto o un ambulante che vendesse ombrelli siamo scesi dall'auto.
Il paese era abbastanza deserto, nessun negozio aperto e nessun ambulante e quindi niente ombrello...io e il moroso abbiamo visitato a piedi, in lungo e in largo, questo bellissimo paese nel quale si respira aria di storia: il pezzo forte è sicuramente il Duomo, che con il suo campanile sovrasta l'intera città; il suo stile è stranamente povero e per nulla sfarzoso ed è dedicato al santo patrono S.Cristoforo.

Duomo di Barga

Vista dal Duomo di Barga e retro del Duomo

Le campane del Duomo hanno ispirato la poesia di Pascoli "L'ora di Barga" e il caso ha voluto che capitassimo lì proprio a mezzogiorno e che potessimo godere del loro suono.


A quel punto, però, eravamo parecchio affamati, così il moroso (che ha molto naso per queste cose) ha pensato bene di procacciare il cibo per la sua donzella, scovando un ristorantino carino ed onesto nei prezzi, specializzato in cucina tipica leggermente elaborata (la mia preferita).

La lavanda secca con un ramoscello nel tovagliolo, grazioso ^^ e portapane

Seconda tappa: Camporgiano

Con la pancia decisamente piena e i piedi completamente fradici, a quel punto abbiamo deciso di rimandare le tappe successive di viaggio al giorno seguente e ci siamo diretti verso Camporgiano.
Camporgiano è un paesino veramente piccolissimo che non è in stile medioevale, ma conserva intatta una fortezza estense semplicemente stupenda, l'Agriturismo dista circa 1 km dal centro del paese ma non è ben segnalato, perché il cartello non è messo in senso di marcia e rimane alle spalle del guidatore.

L'Agriturismo Biaia è un'attività nata solo due anni fa e infatti in molti, come noi, erano lì grazie a particolari promozioni e coupon; sicuramente proporsi come struttura convenzionata è un ottimo modo per iniziare a farsi conoscere e crearsi una clientela. Si tratta di un complesso molto grande costituito da tanti appartamenti in pietra e da diversi ettari di bosco e appezzamenti di terreno sparsi tutto intorno: nel punto più alto della struttura c'è una baita in legno, dove risiede la reception, e man mano che si scende lungo la strada carrozzabile ed asfaltata (percorribile sia a piedi che in macchina), si incontrano un parcheggio molto grande coperto da una tettoia e una piazzola all'aperto dove posteggiare. Da qui si continua il percorso a piedi, su sentieri ricoperti di sassetti bianchi, per raggiungere il proprio alloggio, il ristorante, il bosco e la fattoria.
Arrivati, siamo stati accolti benissimo e siamo stati accompagnati nel nostro appartamento che, nemmeno a dirlo, si chiamava "Civetta"!


Civetta è una villetta bifamiliare a due piani con ingressi indipendenti e noi avevamo a nostra disposizione quello superiore. L'appartamentino è abbastanza grande per due persone, arredato in modo semplice e campagnolo: dentro c'è il termostato (la caldaia è interna) che è possibile regolare a proprio piacimento ed un bel terrazzo panoramico in favore di sole che collega cucina e camera da letto. La cucina e il salotto sono una stanza unica davvero molto grande con il caminetto, che sinceramente non credo che si possa accendere, penso che sia solo per ornamento.
Noi non abbiamo mai usato la cucina perché a pranzo eravamo sempre in giro e in una vacanza così breve l'ultimo pensiero che mi passa per la testa è cucinare, in ogni caso, le cucine degli appartamenti sono corredate di forno, piano cottura ad induzione, posate e pentole, ma aprendo gli sportelli qua e là e guardando da vicino il tutto, beh...la pulizia non era affatto impeccabile, al contrario del resto della casa!
Essendo un appartamento non è previsto il servizio giornaliero di pulizia della stanza, ma solo al momento del check-out. Sono comunque disponibili detersivi, spugne e mocio per i pavimenti, qualora si sporcasse qualcosa.
Terrazzino
Vista dal terrazzino

La casa ha il giardino indipendente davanti, con lettini prendisole e tavolino per mangiare all'esterno...aaaaaahhh se ci fosse stato il sole :D


La fattoria è piccina e ancora in via di allestimento e soprattutto di ampliamento perché provvedere in modo adeguato agli animali non è certo una passeggiata. Purtroppo abbiamo potuto fare visita solo l'ultimo giorno, poco prima di partire, quando è spuntato un po' di sole, perché il sentiero per raggiungere la fattoria, localizzato ad un minuto a piedi dal ristorante, è nel bosco e non asfaltato ed era completamente inzuppato d'acqua.


 
Siccome il FATTORE S ci ha perseguitati per tutto il pomeriggio, abbiamo deciso di non bagnarci ulteriormente e di recarci direttamente a cena nel ristorante dell'agriturismo raggiungibile a piedi in 3 minuti.

                                                    Ristorante                                               Veranda all'esterno del ristorante

Il ristorante è davvero molto curato in stile semplice campagnolo e la cucina è semplicemnte ottima: pasta, pane, marmellate ecc...tutto fatto in casa, olio buono toscano e carne nostrana.
La cuoca è la Signora Maria (quale nome più azzeccato?), persona veramente squisita che si preoccupa di far avere ai clienti tutto quello di cui hanno bisogno/voglia.
Da pacchetto Smartbox avevamo due cene complete (primo, secondo e dolce) con bevande escluse ma la Signora Maria ci ha omaggiati sempre di un antipasto impeccabile a sorpresa.

La prima sera si è verificato un disguido: il ristorante dell'agriturismo apre solo il venerdì, sabato e domenica e festivi ma noi siamo arrivati lì mercoledì 31 ottobre (giorno feriale) e avevamo diritto a due cene grazie al pacchetto Emozione 3...beh facendola breve hanno aperto il ristorante solo per noi quella sera!!
La prima cena aveva il menù fisso per ovvie ragioni, visto che eravamo i soli ospiti del ristorante, mentre la seconda sera abbiamo potuto scegliere tra numerosi primi, secondi e dolci.

Terza tappa: Castiglione di Garfagnana

Il giorno dopo, il FATTORE S non ci aveva ancora abbandonati così abbiamo deciso di visitare, al mattino, Castiglione di Garfagnana, che è la città principale della valle.


Castiglione di Garfagnana è costruita sopra il Fiume Serchio e al giovedi le stradine interne si popolano di bancarelle per il mercato rionale; per le vie del centro storico ci sono molti negozi carini in cui poter fare shopping.


Visto che il tempo non era affatto dei migliori, abbiamo deciso di comprarci un frugal pasto tipico toscano da consumare in Agriturismo davanti alla tv, in vista di un pomeriggio un po' particolare.

Panino con salame S.Olcese (questo in effetti è ligure) e prosciutto crudo toscano

Quarta tappa: Bagni di Lucca

Ma il FATTORE S ha toccato l'apice quando IO, al pomeriggio, ho deciso di andare alle terme per far vivere una nuova esperienza al moroso, che non c'era mai stato in vita sua, e che sicuramente avrebbe potuto trarne beneficio per i suoi problemi cutanei ed articolari.
Avevo già sbirciato online, e il paese con terme più vicino a Camporgiano è Bagni di Lucca.
Su questo sito (click!), scorrendo sulla freccia in alto a destra, si può leggere la storia di tutti i centri termali della città (risalenti al 1200 c.a. e frequentati da personaggi illustri tra cui Paolina Bonaparte), mentre in paginata iniziale sono elencate le caratteristiche dell'acqua termale della sorgente del luogo.
Tuttavia, non è presente nessun link che rimandi ai siti delle singole strutture; mi sono trovata un po' in difficoltà, non potevamo certo andare in un centro termale a caso senza sapere nemmeno i prezzi!
Cercando su internet, uno per uno, i centri termali del paese, l'unico di cui si trova un sito individuale e completo di orari, prezzi e trattamenti era il Jean Varraud (click!). Siccome era un giorno festivo (1 novembre), per assicurarmi che il centro fosse aperto, ho chiamato e la signorina mi ha comunicato che nelle feste è obbligatoria la prenotazione. Detto fatto: siamo partiti corredati di ciabatte, accappatoi e cuffie e, arrivati a Bagni di Lucca, non sapevamo da che parte girarci. Dopo giri e giri che ci hanno fatto accumulare del ritardo, abbiamo scoperto che il cartello era coperto da un ramo e posto su un angolo che rimaneva alle nostre spalle (impossibile da vedere a colpo d'occhio); nervosi, abbiamo imboccato una strada strettissima arrivando così ad un vicolo chiuso, in cima ad una collina, circondato da diversi stabilimenti termali.
Pioveva e la giornata era uggiosamente grigia... ma il palazzo delle Terme Jean Varraud lo era ancora di più: classica costruzione umida in stile boom economico messa lì un po' a caso.

Il Jean Varraud è centro termale, centro benessere ed estetico ed albergo, davvero molto grande, all'interno del quale si gira direttamente in accappatoio e ciabatte o al massimo in tuta e scarpe da ginnastica per un relax estremo.
Abbiamo fatto il nostro ingresso scusandoci del ritardo, ma la signorina della reception non ci ha fatto molto caso; abbiamo pagato subito due ingressi in piscina termale (€ 15,00 ciascuno) e atteso un quarto d'ora buono perché qualcuno ci portasse i lucchetti per chiudere gli stipetti nello spogliatoio.
Durante l'attesa mi sono un po' guardata intorno: l'ingresso dal soffitto basso e la luce soffusa ospitava dei divanetti ornati da cuscini un po' sporchi. Le pareti erano spoglie, eccezion fatta per alcune vetrinette deputate alla vendita di diversi prodotti formulati con la loro acqua termale a prezzi semplicemente esorbitanti. Il posto, ad un primo sguardo, appariva comunque abbastanza "chic-coso" e nell'attesa ho deciso di prenotare un massaggio da 30 minuti, pensando di essermelo meritato (ahahah) e così dopo qualche minuto di indecisione tra il trattamento all'olio di oliva e quello antistress ho scelto il secondo (€ 40,00), che mi sembrava più adatto alle mie esigenze del momento.
L'appuntamento per il massaggio era da lì ad un'ora; arrivati i lucchetti, la signorina ha pronunciato una frase dalla quale avremmo dovuto capire tutto, ma che lì sul momento, visto l'entusiamo, non abbiamo colto: "Spogliatoi primo piano, piscina secondo piano!"

Come cavolo fa una piscina termale che sfrutta l'acqua che sgorga dalla terra ad essere al secondo piano? 

Ignari di tutto ci siamo diretti verso gli spogliatoi: la porta dava sul pianerottolo, dove passava la gente per andare in piscina, e non c'era un posto riservato dove cambiarsi tipo cabine chiuse o angoli rientranti, quindi si rischiava di farsi vedere nudi da chiunque (e di vedere nudo chiunque!!).
Dopo questo shock, siamo saliti verso la piscina e dopo diversi metri di salite, discese e tunnel, finalmente abbiamo raggiunto la vasca termale...e da:    :D       siamo passati a:      o.O
La piscina, minuscola!, aveva da un lato dei getti sott'acqua, e dall'altro due dispositivi più alti dai quali sgorgava l'acqua termale sia a ventaglio sia a fiotto unico, attivabili toccando un pulsante.

Immagine presa dalla rete: getto a ventaglio
Superata l'iniziale delusione per le dimensioni della piscina, abbiamo incontrato delle difficoltà a capire come si arrivi alla scaletta per immergersi in vasca: dopo diversi tentativi è stato chiaro che per entrare in piscina e per uscirne occorreva transitare per il bar, provocando di conseguenza un discreto inzaccheramento del pavimento (evviva l'igiene). Ho notato subito che a bordo vasca non c'erano lunghe poltrone in legno, o sdraio per tirare su le gambe e rilassarsi o l'indicazione per una sala relax, e nemmeno un appendi abiti dove appoggiare gli accappatoi...solo sedie da giardino in vimini con copri sedia imbottiti abbastanza sporchi.
L'acqua calda abbassa la pressione quindi un senso di sonnolenza è più che normale, e se si beve una bella tisana calda e rilassante si ha proprio voglia di allungarsi.

Immagine presa dalla rete
Il mio ragazzo, gonfio dei miei racconti sulle belle proprietà dell'acqua termale e sulle belle sensazioni che rimangono, sia a livello fisico che a livello mentale, naturalmente si aspettava di pucciare i piedi nell'acqua calda e invece ecco l'ennesima, e più cocente, delusione: l'acqua era veramente ghiacciata (25°C massimo) e con il freddo che c'era fuori, la temperatura percepita era anche inferiore.

Con la delusione nel cuore oramai eravamo lì, e quindi ci siamo comportati da turisti: siamo stati un po' dai getti sott'acqua per sciogliere un po' la schiena e le cosce e poi ci siamo trasferiti dai getti alti dai quali sgorgava acqua un po' più calda: il getto a ventaglio è molto piacevole per la cervicale, l'altro a fiotto unico penso (e spero) che sia solo per uomini perché da quanto era forte ci è mancato poco mi bucasse il torace (e non solo a me: chiunque ci capitasse sotto esplodeva in esclamazioni di sorpresa e dolore).

Dopo circa 20 minuti di bagno abbiamo deciso di averne abbastanza: siamo usciti dall'acqua e abbiamo preso una tazza di tisana rilassante, ma il termos che la conteneva era sul tavolino proprio a fianco alle nostre sedie e le sue condizioni erano terribili, non c'erano nemmeno delle tazze pulite di carta in cui bere (siamo dovuti andare al bar a chiederle) nè bustine di zucchero o miele per dolcificare.

Condizioni del tavolino di servizio (quelle tazze non sono le nostre)
La tisana era un infuso di erbe in cui forse prevaleva il finocchio, ma aveva un gusto terrificante di nonvidicocosa...non l'ho nemmeno finita.

Venuta l'ora del massaggio, mi sono incamminata verso la reception dove mi doveva venire a prendere l'estetista: il freddo aumentava sempre di più, anche perché il costume intero fradicio mi si è incollato addosso. Dopo qualche minuto di attesa, una ragazza mi ha portata nel centro benessere ad ingresso riservato attraverso mille scale, salite e discese e ad un certo punto siamo arrivate all'entrata delle due Grotte nelle quali si potevano fare dei bagni di vapore al costo di € 20,00 ciascuna. Il tepore era semplicemente divino per me che venivo dall'era glaciale, e per un momento ho avuto il rimpianto di non aver scelto le grotte al posto della piscina, ma osservando bene sarebbero stati soldi buttati perché l'ingresso delle grotte dà sulla stanza della lavanderia quindi le clienti dovevano fare lo slalom tra carrelli di asciugamani sporchi e teli da lavare gettati a terra!

Alla fine siamo arrivate in un corridoio freddissimo con tantissime stanzette e l'estetista ne ha aperta una molto carina, piccola ma ben arredata con luce soffusa, candele e boccette di olio. Mai così tanto, come in quel momento, ho desiderato che ci fosse una termocoperta sul lettino e invece...solo un lenzuolo di freschissimo cotone.
Siccome ero lì per rilassarmi, ho cercato di tirarmi su il morale sperando che almeno l'olio del massaggio fosse caldo...inutile dirvi, a questo punto, che anche quello sembrava uscito dal freezer!

Ho apprezzato molto il fatto che prima di iniziare la ragazza mi abbia spiegato che movenze avrebbe adottato per questo massaggio e che io avrei dovuto solo assecondare i movimenti senza opporre resistenza in nessun modo, come se stessi dormendo. E' stata molto brava ed attenta al mio corpo, non ha massaggiato la gamba destra come la sinistra ma si è adattata alle mie esigenze. Ovviamente il massaggio è stato davanti e dietro e devo dire che i 30 minuti non sono volati come spesso succede, me li sono proprio assaporati forse per l'estremo bisogno di relax di cui necessitavo. Non mi era mai capitato che in un massaggio comprendessero anche il viso e la testa e invece lei ha toccato leggermente anche questi punti proprio per rendere completo il relax...insomma aveva proprio una bella manualità perché il tocco doveva essere leggero ma si è comunque sentito l'effetto benefico oltre che rilassante!
Alla fine le ho fatto complimenti più che meritati, mi sono rivestita in un lampo e sono tornata in piscina dove ho trovato il moroso incluso in un blocco di ghiaccio a bordo vasca...ok, ora esagero!

Ci siamo guardati e lui, per cortesia, mi ha chiesto "Cara, vuoi fare un altro bagno dopo il massaggio? Io l'ho già fatto" e dalla mia bocca sono uscite le parole che lui voleva tanto sentire "No! Andiamocene via!".

L'acqua sarà sicuramente stata termale perché avrà di certo un contenuto minerale maggiore rispetto a quella normale e sicuramente sgorga da una sorgente reale, ma se è fredda non ha alcun senso!
Dove sono le proprietà benefiche? Dove sono i trattamenti? Se avessi voluto farmi due vasche a stile libero me ne sarei andata in una piscina pubblica e avrei speso un terzo!
Ma siccome eravamo ancora in vacanza e l'intento era quello di rilassarsi e non di litigare ce ne siamo andati velocissimi e...finalmente eravamo fuori, dove tra l'altro era più caldo che dentro.


Cosa mi dite delle vostre esperienze con i centri termali? Spero che siate state meno sfortunate di me!



 

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