Siamo tornate (haul inglese): le avventure di nonna Marialushe e zia Gigetta!



Rieccomi "live" su questi schermi! :D
Mi è mancato non potervi fare una sorta di diario come quello della scorsa gita londinese, ma in compenso non ho avuto molto tempo per soffrire di malinconia: ora vi racconto!


I Giorno, il 31

Partiamo verso le cinque e mezza di pomeriggio da Chiavari in auto, io Polli e Laura, sorella di Polli, alla volta dell'aereoporto pisano... una gradita sorpresa delle ultime ore, visto che inizialmente dovevamo partire con Trenitalia! I nostri salvatori, Marcello ed il papà di Polli, siano lodati. Dopo aver mangiato un boccone al volo in aereoporto superiamo i controlli di sicurezza tranquille e serene, la parte stressante dei controlli è sempre made in uk!, complici le nostre borse ancora abbastanza vuote.

Nota bene: a questo punto del viaggio il mio bagaglio a mano consisteva in uno zainetto pieno zeppo di stelline multicolor leggerissimo con un totale di massimo 3kg di bagaglio dentro! Niente stiva, of course.

Nessun problema durante il volo, se non un ritardo che ci obbliga ad usufruire, una volta arrivate in centro a Nottingham verso mezzanotte, di un servizio taxi decisamente più abbordabile della media italiana. Subito prima di noi da quel taxi scendono due belle biondone semi vestite, mentre noi ci guardiamo stringendoci nei nostri giubbottini primaverili: oltre alla differenza di percezione climatica, fra noi e le inglesone, c'è un'evidente divergenza di fiducia riguardo la sicurezza delle strade di notte. Sorrido e confermo il mio affetto per il regno unito. Una volta arrivate a casa di Laura, carinissima abitazione in tipico stile inglese, su tre piani, ci accomodiamo nella "nostra" stanza. Polli rischia l'assideramento: avvolta nel piumino sussurra "no, ma non c'è freddo", mi inquieta un po' il suo faccino sofferente che però, con il secondo piumino, si trasforma in un faccino dormiente, fra le chiacchiere sfatte della buonanotte.

II Giorno, il primo Giugno

Ci svegliamo di buon'ora, ci prepariamo e usciamo a piedi verso un centro che, a dire di Laura, gran viaggiatrice e camminatrice procace, dista circa 20 minuti a piedi... noi ce ne mettiamo poco meno del doppio, complici numerose vetrine di unghie da vero ghetto e un grosso negozio di parrucche stranissime, dove ci proponiamo di ritornare, ma dove non ritorneremo.
Arrivate in centro la prima tappa che ci si propone aggressivamente è l'enorme Primark, negozio made in Dublin fonte di tentazione per molti, a giudicare dalla quantità di persone che ne affollano gli spazi. Accessori, vestiti, persino un angolo di prodotti makeup e per le unghie... ne usciamo con varie cosine fra le quali un accessorio per i capelli comodissimo ed elegante di cui vi parlerò sicuramente e occhiali da sole plasticosi da 1 pound l'uno.

Pranziamo con un panino di Pret a Manger, la mia passione è quello con rucola e gamberetti, contiene una salsina che secondo me ha del pepe nero dentro... yum! Il secondo negozio non poteva che essere la Mac, discretamente grande, dove anche questa volta non ho preso la palette. Penso che mi spaventi molto l'idea di acquistarla per via di tutti quegli spazi vuoti da riempire... oh my god conoscendomi non durerebbe molto, anche se ultimamente gli ombretti Mac non mi entusiasmano più come una volta, starò invecchiando.
Volevo il blush con l'ibisco disegnato, che non ho mai trovato da nessuna parte, ma anche qui era sold out, dunque ho deciso di cercare qualcosa di simile nella linea permanente e così sono incappata in uno splendido arancio tenue con riflesso oro estremamente estivo e contemporaneamente adatto anche alla mia pelle chiarissima. L'amore a prima vista scocca quando finalmente mi decido a scegliere, dopo almeno un anno di riflessione, una mineralize skinfinish: l'occhio mi cade sulla Soft and Gentle... fatto. Ciliegina sulla torta la Teddy, matita marrone molto simile a quella di cui vi ho parlato nell'ultimo video, perfetta per il colore dei miei occhi, essendo un marrone con una vena bronzo-ramata.

Il resto della giornata è gita a piedi per il centro città, fra negozietti tipici e grandi catene inglesi.

Foto di Polli
Il ritorno a piedi verso casa lo facciamo in parte attraverso uno dei cimiteri/parchi della città di Robin Hood. La sensazione stupenda di pace, oltre che dal silenzio rotto solo ogni tanto da qualche battito d'ali, è sicuramente agevolato dal sole caldo che filtra attraverso le foglie degli alberi e dal venticello mite che le muove delicatamente. Il freddo della sera prima è un ricordo lontano, così come i ritmi frenetici e filo-adolescenziali di questa nostra vacanza vissuta tutta d'un fiato.

La sera decidiamo di andare a cenare al pub di quartiere, un piacevole locale dall'aria familiare ed accogliente dove mangiamo un piatto di verdure e legumi, patate dolci e zucca, il tutto spolverato con il mio adorato curry. Un bicchiere di Cabernet per chi non beve birra (ok, lo ammetto, per me!) e, mentre si fa sera, le chiacchiere fra di noi piene di aneddoti ci accompagnano verso casa.

La nota della giornata va fatta sulla luminosità del cielo inglese: nuvoloso o soleggiato non importa, dalle 6 del mattino alle 10 passate la sera risulta decisamente più generoso di luce rispetto ai nostri standard. Non lo avevo mai notato perché sono sempre stata a Londra d'autunno/inverno.

III Giorno, il 2 Giugno

Decidiamo di prendercela comoda ed andare con Laura nel posto dove lavora: NAE, New Art Exchange, una galleria d'arte contemporanea che ospita i lavori di artisti di diversa provenienza, aperta ad esperienze interculturali molto importanti per la crescita di una società civile. In particolar modo ho trovato interessantissima la mostra fotografica (e sonora) riguardante un gruppo-famiglia rom (trovate qui qualche riga e foto riassuntive).

Nella stessa strada ci lanciamo nello shopping spignattoso in due enormi negozioni indiani pieni di polveri, oli, oli essenziali, cibi e spezie.
Ho preso 400 grammi di acido citrico made in uk a poco più di una sterlina, latte in polvere, soia macinata, cocco essiccato, aritha, neem, peperoncini rossi macinati e non (qui li ho pagati tanto l'ultima volta...circa 5€ per 100grammi, lì li ho pagati 1£ e qualcosa per 200... ebbè!), canfora, olio di eucalipto, olio di ricino, un paio di coloranti alimentari in polvere... Sembriamo due bambine in un negozio di caramelle, tutte intente a sceglierci i nostri ingredienti!

Foto di Laura
Stavolta abbiamo fatto l'abbonamento giornaliero ai mezzi e ci muoviamo con bus e tram verso e dal centro, Laura ci porta a vedere zone di Nottingham più e meno turistiche, più e meno ricche, ci mostra una splendida chiesa e la statua di Robin, un'altra galleria d'arte in centro (di cui non ricordo il nome, mea culpa) dove sono esposte opere particolarissime di cui fanno parte anche grossi animali imbalsamati (un elefante?!?). Mi innamoro perdutamente di un film girato con i burattini sulla storia delle crociate, anche se purtroppo il tempo insieme a Laura sta per scadere, lei ha una riunione importante nel tardo pomeriggio, quindi la salutiamo ed accompagniamo verso l'uscita.

Verso le otto, finita la sua riunione, Laura ci raggiunge a casa e ci prepara dei panini con insalata, pomodoro, cetriolo e carnina vegetale di canapa. Ridiamo di gusto con il coinquilino Islam che, fra le altre cose, propone uno scambio interculturale tra la carne vegetale ed un suo (esteticamente stupendo) barattolo di melassa, che personalmente non accetto. Ci domanda con cosa mangiamo la melassa abitualmente (essendo egiziano adora questo ed altri cibi dolcissimi). Rispondo "Da nessuna parte!" in italiano e sgranando gli occhi e, capendo benissimo, lui se la ride di gusto.
Ce ne andiamo a dormire piuttosto sul presto, domattina abbiamo il pullman per Londra alle sette circa in centro e quindi un autobus verso le sei e mezza.

IV Giorno, il 3 Giugno

Una volta salutata Laura saliamo sul pullman per Londra sapendo che ci vorranno circa 3 ore e mezza ad arrivare, armate di sonno, biscotti e lettori mp3.
La parte finale del viaggio è splendido perché attraversa tutta la zona nord di Londra, passando vicino a Camden e giungendo, in fine, in Victoria, dove cerchiamo immediatamente un servizio di parcheggio bagagli.
Purtroppo la storia prende una piega tragicomica quando troviamo il posto: al piano di sotto poche scritte ed un tappetino scorrevole dove appoggiare le borse dopo aver pagato, a destra una scala che porta a tutto il piano sovrastante recita drammaticamente "Ufficio oggetti smarriti". Decidiamo che per 9 sterline il rischio di farci perdere i bagagli non è a buon mercato e ci avviamo a rinnovare le nostre Oyster cards con i nostri (ormai piuttosto pieni & pesanti) bagagli a mano. Se ci ripenso rifarei la stessa -pazza- cosa: pensavamo che avremmo trovato degli stipetti con lucchetti a pagamento e che il servizio fosse offerto dalla stazione di Victoria, mentre lasciare le borse in una sorta di negozio a due piani di cui uno adibito a soffitta degli oggetti perduti non sembra, nemmeno adesso che ancora mi fanno male le spalle, una buona idea.

Siamo finalmente in Oxford Street, ci aspettano Superdrug, Boots e ovviamente Carnaby, prima di riprendere la metro alla volta di Camden, luogo del cuore.
Da Superdrug troviamo la Gosh, Sleek, Barry M, MUA, oltre ovviamente a molte altre marche. Decido di provare tuuutte le polveri pigmentate di Barry M e alla fine, con le mani a campo di battaglia e un baffo sulla guancia destra, ne scelgo solo due. La mia attenzione viene catturata da un altro prodotto dello stesso stand: un rossetto verde. Lo provo sul dorso della mano e scopro che in realtà colora di fuxia! Splendido, mio. Della Sleek trovo un balsamo colorato per le labbra color prugna so-oh vintage!
Qualche acquisto più tardi ci avviamo verso Carnaby street, dove vediamo la Benefit, la Mac, Boots ed un negozio di scarpe per cui Polli impazzisce letteralmente in un tripudio di sorrisi e "guarda queste!"...Giù com'è che si chiamava? Lasciamo un link alle ragazze così che finalmente capiscano con che gente hanno a che fare!!

Arrivate a Camden ultima tappa al superdrug di fronte all'uscita della metro per avviarci poi verso il cuore mercatoso del quartiere "alternativo".

Dopo un mini giretto terminiamo la corsa prima del tempo, siamo visibilmente gente troppo vecchia per fare di queste pazzie con i bagagli a mano: abbiamo camminato tutto il giorno con quelli che scopriremo in tardo pomeriggio essere circa 8kg a testa... è così che noi vecchiette ci facciamo uscire le ernie random (non fatelo a casa!). Torniamo in Victoria più morte che vive, ma felici. Saliamo sul pullman che ci porterà a Stansted... teoricamente in un'ora, praticamente in un'ora e mezza abbondante per via del traffico delle 5pm. Il giro che l'autista (ave all'autista del pulmìn!) fa tentando di uscire dal centro nel minor tempo possibile in realtà è per noi fonte di timide lacrimette ai lati degl'occhi: alla prossima, Londra!

Una volte arrivate a Stansted il "peggio" è passato, nonostante l'ipercifosi ormai evidente ci avviamo a pesare le valige, che inaspettatamente non superano (e qui dimostriamo la nostra assenza di prestanza fisica senza vergogna) i 10kg previsti come limite massimo al bagaglio a mano.

Siamo nella pace dei sensi: abbiamo un carrellino per le borse e una stanza prenotata all'Hotel di fianco a Stansted... torniamo ad essere giovani come l'acqua.

L'albergo è davvero fiquo, la nostra stanza ha tv, wi-fi gratis, bagno con ampia vasca, armadio con asse da stiro e phon, minibar, luci colorate sul letto e cassaforte... passiamo allo stadio di evoluzione finale: sentirci really gorgeus!

V Giorno, il 4 Giugno

Ci svegliamo con agio alle sette e mezza (abbiamo il volo alle 9.50!), ci presentiamo al check-in molto più in forma che se avessimo pernottato a Londra, abbiamo speso il giusto e ci rimangono ancora delle banconote che "vuoi mica riportarle indietro?!" ma va: c'è MAC in aereoporto!

Naturalmente ai controlli di sicurezza mi fermano, è la prassi: la mia faccia somiglia sicuramente a quella di qualche corriere delle chròga. Ma ormai sono tranquilla, il problema è sempre e solo ricostruire quel puzzle tipico della donna che ritorna a casa dopo aver fatto una vacanza con shopping... tragedia! Ovviamente rinuncio, non abbiamo troppo tempo, preferisco portare amabilmente a mò di borsetta la mia bustina dei liquidi.

Al corner Mac sfoggio un inglese mai visto, Polli si stupisce, ma poi capisce: "mac tira fuori il meglio di te"...no, è solo che l'ultima volta la commessa mi ha rifilato un correttore del mio sottotono (rosa-pesca) per le occhiaie (=inutilità totale). Stavolta, dopo Pro Longwear NC15, Studio Sculpt NC15 (campioncino) e Studio Sculpt in NW20 scelgo ufficialmente io motivando con un "I need more yellow under my eyes!!!" la scelta del Select Cover-up in NC20... La ragazza sorride divertita e mi lascia fare: finalmente ho trovato il correttore della vita, gente. Ora possiamo anche precipitare che sono comunque contenta. Purtroppo il pilota del nostro volo mi prenderà quasi in parola poche ore dopo (esageraaatah!), mmm...babbé.

Non ero mai atterrata su Genova: è stato traumatico. Di tutti gli aerei presi il peggiore: vento, turbolenze, un atterraggio a bassa quota sul porto (tutto immagino previsto per chi atterra a Genova, visto che l'aereoporto è, non a caso, poco frequentato rispetto ad altri). Arriviamo comunque sane&salve: anche questa volta non vi siete liberati di noi!


Si ringraziano:
Zia Gigetta (interpretata da Polli),
Laura (anche per gli interessanti scambi di opinioni in giardino e per strada),
Marci & il papà di Polli,
Primark (per avermi venduto un borsone che ha retto tutto questo arrivando a casa ancora tutto intero nella sua bellezza, per non parlare delle splendide scarpette nuove!),
Pret a Manger (per quel benedetto tramezzino che quando non vado in uk per 6 mesi mi manca moltissimo :D),
Negozio Indiano, Mac, Boots & Superdrug (grazie di esisteree),
La ragazza del corner Mac all'aereoporto di Stansted,
le mie braccia (per essere insospettabilmente ancora attaccate al mio busto!).

The End


 

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