Guadagnare sul web: AdSense e le tasse, come funziona?


Articolo scritto da Blitzed, pubblicato da Des.

Iniziamo con una doverosa premessa: la situazione italiana non è chiara. 
Per questo devo chiedervi scusa in anticipo: ho fatto il possibile per chiarificare al massimo i concetti fondamentali, tuttavia io non sono un esperto della materia e pertanto mi sono dovuto 'appoggiare' a numerose fonti esterne, che ho cercato sempre di riportare affinchè chiunque possa, volendo, informarsi.

Non so se negli altri Paesi europei vi siano norme più precise, ma qui da noi l'unica certezza è che non ci sono certezze, ma solo indicazioni vaghe e norme interpretabili.
Spulciando il web con un po' di pazienza, comunque, si trovano alcuni articoli/interventi ben documentati e corredati di qualche fonte ufficiale/semiufficiale, per cui le mie ricerche sono partite da queste informazioni.

La prima tappa sono le testimonianze, a volte preziose, di chi si è rivolto direttamente ai mostri sacri del settore:

1) Il Commercialista. Questo vale ovviamente per chi ha un commercialista in famiglia, e i risultati non sempre sono incoraggianti. Purtroppo i programmi di affiliazione come Google AdSense sono una realtà molto recente e proprio per questo la legge italiana li inquadra in modo fumoso: molti commercialisti non sanno bene di cosa si stia parlando, e così vengono fuori indicazioni spesso contrastanti. A qualcuno è stato detto "Sì devi avere la Partita IVA", mentre qualche altro commercialista sostiene che "Non è necessaria se guadagni meno di 5000 euro/anno".

2) L'Agenzia delle Entrate. Qualche coraggioso ha chiesto informazioni via mail, ottenendo persino delle risposte. Anche in questo caso, però, le risposte non sono sempre coerenti, per quanto in linea di massima l'Agenzia sembri orientata verso l'obbligo di Partita IVA per tutti[1]In ogni caso una mail inviata da un dipendente dell'Agenzia non ha ovviamente valore legale, per cui bisognerebbe andare in uno sportello e farsi rilasciare una dichiarazione firmata.
Qualche eroe particolarmente votato al sacrificio ci ha provato, ma invano: gli stessi dipendenti dell'Agenzia non hanno le idee chiarissime e di certo non se la sentono di prendersi responsabilità davanti al fisco.

Tutto questo giusto per ribadire che raccogliere le informazioni è dura, tantopiù che per noi comuni mortali non è mai facile comprendere le strani leggi che dominano il mondo del fisco e della burocrazia.

Veniamo al dunque con le 3 domande cruciali a cui proverò a dare risposta:
1) Si può guadagnare con un sito web personale?
2) I guadagni di Google AdSense vanno tassati? 
3) E' necessario avere la Partita IVA? 

Le risposte veloci sono le seguenti:
1) Sì ma è difficile
2) Ovviamente sì
3) Probabilmente sì

Andiamo con ordine, partendo dalle poche certezze che abbiamo: se guadagno dei soldi, devo dichiararli al Fisco in qualche modo. Non bisogna però confondere il fatto di 'dichiarare i guadagni' con la compilazione di un 730: esistono diverse modalità per dichiarare le proprie entrate. La 'Dichiarazione dei Redditi' è facoltativa in alcuni casi[2], ma questo non significa che possiamo lavorare in nero.

Per sapere COME dichiarare i nostri guadagni, dobbiamo prima di tutto inquadrare l'attività che produce guadagno. 
Per moltissime persone i siti web sono un hobby, ed i guadagni sono irrisori: alcuni ritengono che, guadagnando poco, non sia necessario fare nulla.
Questo è purtroppo sbagliato: se con i banner guadagniamo 2 euro al mese e ne spendiamo 5 tra hosting e dominio, non siamo comunque esonerati dal pagare le tasse.

Poco o tanto, in ogni caso Google ci paga: ma che rapporto di lavoro è?

E soprattutto si tratta di attività occasionale o continuativa? 
Questa distinzione, che sembra poco importante, in realtà è vitale: infatti, nel caso di un lavoro occasionale, non saremmo tenuti ad aprire Partita IVA.
La Partita IVA è una gran seccatura, perchè costa molto di più di quello che verosimilmente guadagneremo con il nostro sito.

Una piccola parentesi: quanto costa aprire Partita IVA?
Di per sè in realtà l'apertura di Partita IVA sarebbe gratuita, ma implica iscrizione alla Camera del Commercio e contributi INPS: impossibile cavarsela con meno di 3000 euro all'anno[3]. E questo ovviamente non include le tasse che poi si andranno a pagare.

Tuttavia, abbiamo detto, potrebbe non essere necessario avere una Partita IVA: secondo gli ottimisti, infatti, la situazione sarebbe la seguente:

  • Google è il mio datore di lavoro occasionale
  • Io fornisco prestazioni di lavoro occasionale
  • Ricevo retribuzioni occasionali da AdSense
  • Guadagno meno di 4800 euro annui


In questo caso rientrerei nello stesso regime fiscale del punto [2]: sarei lavoratore occasionale non soggetto all'obbligo di effettuare Dichiarazione dei Redditi al di sotto dei 4800€.
Questa situazione sarebbe un paradiso: 4800 euro annui sono  400 euro al mese...pochi siti ne guadagnano così tanti, e questo consentirebbe a molte persone di essere in regola senza il minimo sforzo.

Ovviamente c'è un problema: la definizione di lavoro occasionale.
Infatti per prestazione occasionale si intende un lavoro saltuario, episodico e non programmato (o meglio: caratterizzato da 'assenza di abitualità, continuità e coordinazione', come da Legge 14/02/2003 n. 30, D. Lgs. n. 276/2003 attuativo della Legge Biagi, circolare del Ministero del Lavoro n. 1 dell'8/01/2004 e circolari Inps n. 9 del 22/01/2004 e n. 103 del 6/07/2004.)

Ma l'attività di chi pubblica banner pubblicitari sul proprio blog può rispondere a questa definizione? 
Qualcuno sostiene di sì: in questo caso non dovremmo avere Partita IVA, e dovremmo dichiarare solo i guadagni superiori ai 4800€/annui, indicandoli nel campo Altri Redditi della nostra Dichiarazione.

In realtà, più onestamente, dovremmo riconoscere che la definizione calza stretta: il contratto che stipuliamo con AdSense (di contratto si parla, infatti) è a tempo indeterminato e già per questo prevede una collaborazione continuativa, anche nel caso in cui i pagamenti dovessero arrivare saltuariamente.
La definizione di lavoro occasionale, infatti, non viene posta sulla base della cadenza dei pagamenti ma sull'erogazione delle prestazioni che, nel caso di AdSense, sono evidentemente in forma continuata.

Inoltre il titolare del sito web decide di propria iniziativa di contattare Google per ottenere un contratto di collaborazione AdSense, e cioè affittare a Google spazi pubblicitari: questo pone anche la definizione di programmazione e coordinazione dell'attività lavorativa[5].

Per queste ragioni, ed alla luce dell'inquadramento giuridico e fiscale dell'attività svolta in collaborazione con Google AdSense (su FiscoItalianoWeb troviamo un breve articolo riassuntivo delle normative vigenti), ritengo personalmente che i guadagni derivati dai banner di Google AdSense siano da considerarsi a tutti gli effetti come reddito d'impresa (anche secondo la definizione dell'art. 55 Tuir 917/86).

Quindi guadagnare soldi con Google AdSense richiede necessariamente l'apertura di Partita IVA, per quanto la cosa sia ovviamente sconveniente dal punto di vista economico[6].

Non lasciamoci ingannare dal fatto che 'per iscriversi a Google AdSense' non è necessario possedere Partita IVA: è vero![7] A Google, ovviamente, non importa nulla della nostra situazione fiscale: loro forniscono un servizio a chi lo richiede, sta a noi regolarizzare la nostra posizione nei confronti del Fisco.

Siamo tutti concordi nell'affermare che la situazione legislativa italiana non è chiara in materia di guadagni dal web, ed ognuno di noi potrebbe chiamare in causa mille lacune legislative per giustificare una posizione fiscale dubbia. Tuttavia, vorrei far presente che, dal punto di vista legale, ignorantia legis non excusat: per quanto le norme siano poco chiare, è nostro dovere informarci e fare il possibile per rispettarle.
Se non altro perchè, di fronte a un accertamento fiscale non ci viene chiesto di 'giustificare' le nostre azioni o fornire spiegazioni, e non viene premiata la presunta buona fede: stiamo pur sempre parlando di evasione fiscale, per cui il mio consiglio è di andarci cauti.

Blitzed
(Come ho già detto non sono un esperto del settore, per cui queste notizie sono il risultato di una ricerca personale...non fornisco ovviamente alcuna garanzia sulla veridicità o completezza delle informazioni riportate, e sono ovviamente aperto alle segnalazioni di chiunque abbia informazioni ufficiali in materia)


[1] Qui trovate la testimonianza di un webmaster che ha contattato l'Agenzia ottenendo una risposta in cui viene specificata, molto chiaramente, l'assoluta necessità di essere titolari di Partita IVA ed inserirla pubblicamente sul sito che produce guadagni. A quest'altro indirizzo vengono riportate altre risposte dell'Agenzia delle Entrate che ribadisce, ancora una volta, l'obbligo di possedere Partita IVA.
[2] A questo indirizzo trovate una guida molto semplice che spiega, ad esempio, come vengono trattati i compensi derivati dai lavori di collaborazione occasionali: la dichiarazione dei redditi in questi casi non è obbligatoria fintanto che si resta al di sotto di una certa soglia. Anzi, in molti casi sarebbe a credito, consentirebbe cioè di vedersi restituite alcune delle ritenute d'acconto versate. Qui qualche cenno sull'esenzione dalla Dichiarazione dei Redditi, 
[3] Qui vi rimando a un blogger che ha spiegato per sommi capi la questione della Partita IVA ed i relativi costi
[4] Qui trovate una discussione tra alcuni webmaster in cui viene fornita qualche indicazione sulla definizione di lavoro occasionale
[5] Per i più coraggiosi: qui una discussione tra lavoratori del settore in cui emerge molto chiaramente l'incongruenza tra la definizione di prestazioni lavorative occasionali fornita dalle leggi vigenti e il quadro professionale del webmaster che affitta spazi pubblicitari. Qui un'altra discussione simile, con indicazioni molto chiare di alcuni webmaster professionisti.
[6] Qui sono arrivati alla mia stessa conclusione, troverete forse qualche informazione in più
[7] Come perfettamente spiegato qui, esiste una differenza fondamentale tra i requisiti richiesti da Google e le leggi del nostro Stato!

 

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